CoVia – 19

CoVia – 19

CoVia – 19 910 910 michiamowest

In Svizzera, la quarantena obbligatoria, non è mai entrata in vigore. Soprattutto nei cantoni con una bassa densità di popolazione, dove i contagiati si sono mantenuti in numero ridotto, la vita sembra procedere simile a prima. Sono chiusi i negozi e le attività non essenziali, le scuole e i luoghi di assembramento. Si chiede alla popolazione di evitare ogni sorta di gruppo, di mantenere le distanze il più possibile. E le persone rispettano le direttive, pazientemente. Non ci si tocca, non ci si abbraccia né stringe la mano. Sembra tutto come prima, sotto certi punti di vista, eppure così non è. La paura si nasconde dietro le pupille, gli sguardi si fanno furtivi, i movimenti oculati. I soggetti a rischio sono sorvegliati speciali, gli anziani diventano ombre che appaiono di rado e scompaiono in fretta, dietro gli angoli delle case, come se avessero paura di fare rumore.

Ieri pomeriggio, come quasi ogni pomeriggio, decido di concedermi una breve corsetta di fine lavoro, di fine giornata. Intorno al quartiere, sfruttando l’ultima ora di sole. Imboccata una stradina più stretta delle altre, vedo all’estremo opposto una figura minuta, con le spalle strette e un carrellino arpionato alla mano destra. Qualche metro di distanza, non di più. Lei mi guarda apparire e si fa immobile, le rughe intorno agli occhi sembrano farsi più profonde. Istintivamente mi fermo, la guardo, faccio due passi in avanti e salgo lo scalino di uno dei portoni, con la fronte incollata al legno. Le faccio cenno di passare, per poi tornare immobile, con le mani sulle cosce. Trattengo il fiatone della corsa, cerco di domarlo con respiri profondi.

Sento il suo carrellino ripartire sull’asfalto, il suo passo antico riprendere ritmo. Mi passa alle spalle, sento il suo profumo girarmi intorno al collo e accarezzarmi la guancia.

– Grazie tante,

Mi dice a voce bassa e dolce,poco prima di girare l’angolo.

Non ci siamo toccati, non ci siamo abbracciati né stretti la mano. Non ci siamo più guardati né abbiamo fatto gruppo, abbiamo rispettato ogni direttiva di distanziamento fisico e sociale. Eppure quella frase mi si è appiccicata addosso, come una carezza che non si lava via. In un momento storico in cui la vicinanza è negata, forse il nuovo affetto sta diventando questo.

Prendersi cura,

rendersi utili,

essere grati.

Avvicinando i cuori.